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 Consigliare solamente alcuni posti da visitare nella splendida terra di Maremma è sicuramente un’impresa difficile. Una terra che andrebbe scoperta in ogni suo piccolo angolo, che andrebbe assaporata  in ogni piccolo borgo. Ma per  ovvi motivi si spazio sono costretto ad inserire in questa pagina soltanto quei paesini e quelle località che, a detta di tutti i turisti, richiamano maggiormente l’attenzione di coloro che vogliono andare alla scoperta di luoghi ameni e immergersi appieno nella selvaggia terra di Maremma.

Cliccate sulle seguenti località

 FONTEBLANDA - Manciano - SATURNIA - MONTEMERANO - SCANSANO - ARGENTARIO (Convento dei passionisti) - PARCO DELL'UCCELLINA

Tutti gli itinerari prendono come punto di partenza la località di Ansedonia.

Fonteblanda

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Distanza da Ansedonia: Km. 22

 Secondo la tradizione popolare, il nome deriverebbe da una sorgente di acqua dolce, "blanda" nei pressi del vecchio tracciato dell'Aurelia, secondo taluni studiosi invece, esso sarebbe la corruzione di Fontebranda toponimo noto, basti ricordare la celebre Fontebranda di Siena che nel Medioevo rappresentava il più importante serbatoio idrico della città. Il territorio di Fonteblanda è stato abitato fin dalla prima età del ferro (primo millennio a.C.) come dimostrano alcuni reperti trovati in località Bengodi. Al tempo degli Etruschi e dei Romani l'antico porto di Talamone si trovava in effetti sul versante di Talamonaccio e di Bengodi. In quest'ultima località vi è stata una necropoli, presumibilmente risalente al II secolo d.C. Da un cimitero romano della zona proviene quasi per certo un bracciale di bronzo, ornato di rombi e tenaglie (tipo Bengodi). Nel 1877 Jader Vivarelli costruì a Bengodi una villa, ora conosciuta come Villa Armenti (proprietà privata): in un muretto al di sotto di questa villa venne inserito un frammento marmoreo sepolcrale di epoca imperiale ritrovato prima del 1865. In tale frammento è riportata un'iscrizione in cui Lucio Tettio Primizie ricorda la moglie Cosconia Lea con la quale aveva felicemente vissuto 21 anni. Dopo le lotte fra Etruschi e Romani (III sec. a.C.), le distruzioni ad opera di Silla che perseguitò le popolazioni locali fedeli all'avversario Mario (80-79 a.C.), durante l'epoca imperiale romana, la popolazione della zona, ormai pacificata, si raccolse attorno ad alcune grandi ville agricole (Villa Le Terme sulla S.P.1 per Talamone). Seguirono i saccheggi dei Goti (V secolo d.C.) e il dominio longobardo (IX secolo d.C.). Nel Medioevo questa parte della Maremma fu sottoposta alla potente famiglia Aldobrandeschi, quindi passò sotto la dominazione di Siena (fine XIII sec.) e nel 1557 entrò a far parte dello Stato dei Presidi sotto la Spagna, che attraverso varie vicende cessò definitivamente di esistere nel 1801. Il territorio infine fece parte del Granducato di Toscana fino alla sua dissoluzione e all'unità d'Italia.

(Testo prelevato dal sito della proloco di Fonteblanda)

 

Manciano

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Distanza da Ansedonia: Km. 41

Manciano, arroccato in cima ad un colle e difeso da solide mura, domina il territorio circostante, fino al mare. La posizione eccellente per gli avvistamenti, rivela la grande importanza strategia che la città ebbe come osservatorio e punto di vedetta. I ritrovamenti archeologici nel territorio di Manciano dimostrano che la valle dell’Albegna fu abitata fin dalla preistoria. Tra gli innumerevoli piccoli centri prevalgono per importanza quelli testimoniati dalle necropoli di Marsiliana e Pian di Palma, da identificare presumibilmente con l’ antica Caletra. La città doveva avere raggiunto un alto grado di sviluppo, ed intesseva stretti rapporti con gli altri centri etruschi, Vulci, Roselle, Vetulonia. In seguito all’occupazione romana, la località divenne praedium della gens Mancia, da cui derivò il nome. Il primo documento nel quale si fa espressamente menzione di Manciano è un contratto di vendita del marchese Lamberto Aldobrandeschi. Nel Duecento gli Aldobrandeschi possedevano la maggior parte dei numerosi castelli della valle dell’Albegna. Manciano, come centro abitato, sorse presumibilmente verso la fine del 1200. In questo periodo, infatti, gli aldobrandeschi iniziarono la costruzione delle mura. Sul punto più elevato del colle, intorno alla metà del 1300, sempre gli Aldobrandeschi costruirono una imponente rocca che ancora conserva il loro nome. Dopo la dominazione Aldobrandesca, il borgo fu prima conteso tra il comune di Orvieto e i conti Orsini di Pitigliano, e in seguito tra questi ultimi e la Repubblica di Siena. Nel corso del 1400 fu definitivamente attribuito agli Orsini, che dovettero comunque riconoscere l’alto dominio senese. Dopo il 1555 con l’annessione dello Stato di Siena al Granducato di Toscana, Manciano, con altri centri della valle dell’Albegna, andò a formare la Podesteria di Saturnia e Capalbio. Manciano continuò sempre a crescere, vide aumentare la popolazione e divenne un centro agricolo di notevole importanza. Al momento della Riforma municipale di Pietro Leopoldo, che porta al raggruppamento di numerose comunità e di alcuni centri minori, Manciano, con i suoi 700 abitanti ed un’economia ben avviata, è tra i borghi più grossi e importanti della Maremma grossetana. La sua felice ubicazione, al centro di una fertile campagna e di un nodo stradale di rilievo, la sua altitudine invidiabile per quei tempi in quanto rendeva il luogo immune dalla malaria che imperversava, sono tutti fattori che giocheranno a favore del futuro sviluppo della città.

(Testo prelevato dal sito ufficiale del Comune di Manciano)

Saturnia (frazione di Manciano, nota per le terme)

Distanza da Ansedonia: Km. 55

Saturnia sorge in una zona abitata almeno dal XII secolo a.C., ovvero dall'epoca tardo Villanoviana. Sono infatti attribuibili a questo periodo la cinta muraria e la necropoli del PUNTONE. Situata lungo la via Clodia, Saturnia fu anche un centro romano di cui ai giorni d'oggi rimangono alcuni tratti di mura, le basi di qualche edificio e i resti delle fondazioni di un complesso termale conosciuto come "bagno secco" . Nella valle sottostante in direzione di Montemerano si trovano le Terme di Saturnia con l'acqua sulfurea che sgorga a 37°C.

(Testo prelevato dal sito ufficiale del Comune di Manciano)

Montemerano (frazione di Manciano)

Distanza da Ansedonia: Km. 48

 Il paese occupa la sommità di una collina ricoperta da maestose piante secolari di olivo, un ambiente naturale tipico della fascia collinare. Il Centro Storico, uno dei più interessanti della Maremma, comprende una parte alta e più antica, il Castello, tipico esempio di abitato altomedioevale, ed una più bassa e più recente (XIII sec.) sviluppatasi ai lati di due vie che girano tutt’intorno al Castello, congiungendosi ad ovale in due punti contrapposti, dove si aprono le due Porte cittadine. La Chiesa Parrocchiale, dedicata a S. Giorgio, patrono del paese, semplice nelle strutture architettoniche, è una delle più interessanti della Maremma per le opere interne, affreschi e dipinti, che contiene. Gli affreschi riscoperti di recente, sono attribuiti al senese Andrea di Nicolò, che operò anche a Siena e a Massa Marittima. Tra i dipinti ricordiamo il Polittico, del senese Sano di Pietro, datato 1458, in cui sono raffigurati la Madonna, S.Giorgio, S. Lorenzo e S. Antonio da Padova ; la Tavola della Madonna della Gattaiola (così chiamata perchè presenta un foro per far passare il gatto, essendo stata ricavata o trasformata in porta), di un Anonimo maestro di Montemerano, di scuola senese (metà ‘400) ; la statua lignea di S. Pietro, attribuita al Vecchietta ; l’Assunta, anch’essa attribuita al Vecchietta ; il Tabernacolo, di legno scolpito e dorato.

(Testo prelevato dal sito ufficiale del Comune di Manciano)

Sorano

 

Sovana

 

Isola del Giglio

Magliano in Toscana

Pitigliano

Scansano

Distanza da Ansedonia: Km. 48

 E' credibile che un abitato esistesse nel luogo ove sorge attualmente Scansano, già nei secoli precedenti al mille. L'ipotesi è avvalorata dalla circostanza che il nome di "Scansano" sembra derivare da S. ANSANO della famiglia Anicia, martire cristiano del I^ secolo d.c.. Il documento più antico nel quale è citato Scansano, risale al 1188 in una Bolla di Clemente III^ e nel 1274, lo si ritrova menzionato nell'atto di divisione fra i due rami dei Conti Aldobrandeschi di Sovana e di Santa Fiora, al secondo dei quali fu assegnato Scansano e il suo distretto. Trovandosi situato su una dorsale collinare, naturale separazione fra le terre poste su due versanti, Scansano subì sorti diverse nel corso delle estenuanti lotte fra gli Aldobrandeschi e la Repubblica di Siena. Più volte i senesi portarono le armi in Scansano e nel 1330:" la prima impresa fu contro la Terra di Scanzano, che fu occupata per assalto e tutta messa a sacco e a fuoco, sicchè appena i Conti (Aldobrandeschi) che in erano alla difesa, ebbero tempo con molti de loro a salvarsi fuggendo a S. Fiora ". (G.A. Pecci-Monografia di Scansano). Nel 1331, fatte le rituali sottomissioni dei Conti nei confronti della Repubblica di Siena: "Restituischino i Sanesi a Conti la Terra di Scanzano, ma smantellata, atterrata la Rocca e ripieni i fossi..." (G.A. Pecci). Nel 1439, a seguito del matrimonio di Cecilia Aldobrandeschi con Bosio di Muzio Attendolo Sforza di Cotignola, Scansano passa sotto il dominio degli Sforza che, con altri territori, lo dominano per circa due secoli. Nel 1615 Mario Sforza aliena Scansano e Pomonte a Cosimo II^ dei Medici, che fra il 1617 ed il 1619 pone l'Arme dei Medici sulla porta di Scansano (porta di accesso al centro storico). Nel 1738 Scansano passa sotto il Granducato dei Lorena, divenendo nel 1776 sede di Podesteria e, Comunità, nel 1783 comprendente, oltre al capoluogo, Cotone, Montorgiali, Montiano, Poggioferro, Pancole, Collecchio, Polveraia, Montepò, Pomonte. Nel 1787, in seguito alla riforma leopoldina, Scansano assume l'attuale dimensione. A datare dal 1333 Scansano è stata sede della "Estatatura", ovvero trasferimento degli uffici giudiziari ed amministrativi da Grosseto, pianura paludosa e malarica, a Scansano. Con l'Estatatura, abolita ufficialmente nel 1897, Scansano diventa uno dei più importanti borghi della maremma e, ai notevoli edifici privati esistenti, si aggiungono: l'Ospedale nel 1862, il Teatro Castagnoli nel 1892, l'attivazione dell'Edificio Scolastico Elementare di Scansano nel 1896. Il xx secolo, oltre che all'incremento del patrimonio culturale, ha visto la progressiva riorganizzazione dell'attività agricola ed il conseguente affermarsi di nuove tecniche, specie nel campo dell'olivicoltura, zootecnia e viticoltura. Quest'ultima pratica agricola ha portato al riconoscimento del " Morellino di Scansano D.O.C. ", l'espansione della "Cantina Cooperativa del Morellino di Scansano" la cui realizzazione era già peraltro auspicata fin dal 1884.

(Testo prelevato dal sito ufficiale del Comune di SCANSANO)

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